Corso di metrica: 3, l’incontro di vocali nei versi

corso di metricaBenvenuti al nuovo appuntamento del corso di metrica dedicato a chi vuole imparare a scrivere testi di canzoni tecnicamente professionali. Alla fine della lezione, dedicherò qualche riga alla “correzione” degli esercizi della scorsa lezione.

Parlando di dittongo e iato, la settimana scorsa avevamo affrontato le regole metriche da seguire quando si incontrano vocali nella stessa parola. Anche oggi ci dedicheremo all’incontro di vocali ma stavolta dal punto di vista del verso.

L’incontro di vocali nel verso si ha quando una parola che termina per vocale è seguita da un’altra che inizia per vocale. Se questo accade, le due sillabe che contengono le vocali in questione diventano una sola. Questo procedimento prende il nome di elisione. L’elisione, infatti, consiste nella soppressione dell’ultima vocale di una parola in modo che le lettere rimanenti formano sillaba unica con la prima sillaba della parola seguente. Un esempio chiarirà bene il concetto.

Prendiamo l’inizio della famosa poesia di Alessandro Manzoni, Il Cinque Maggio. Il primo verso recita così:

Ei fu siccome immobile

Dovendo musicare questo verso si utilizzeranno 8 note e non 9 come saremmo portati a credere. Dunque, la sillabazione corretta sarà:

Ei-fu-sic-co-mim-mo-bi-le (notare l’elisione che ha fatto sparire la “e” di siccome)

Eccezioni:
Come qualsiasi regola che si rispetti, anche qui abbiamo “simpatiche” eccezioni. Ecco la prima. Qualora la prima vocale fosse accentata, non potremmo più farla “sparire” ma si verificherebbe anche nel verso il famoso iato che abbiamo già incontrato nelle parole. Ecco due esempi:

A) Domani tornerò a casa
B) Domani tornerà a casa

Nell’esempio A si vede l’incontro di due vocali diverse, mentre nell’esempio B si tratta della stessa vocale. Ho volutamente utilizzato entrambi i casi per far notare come l’elisione, in caso di vocale accentata, sia sempre impossibile.

La sillabazione corretta degli esempi sarà la seguente:

A) Do-ma-ni-tor-ne-rò-a-ca-sa
B) Do-ma-ni-tor-ne-rà-a-ca-sa

Altra eccezione.
Quando il dittongo (quindi l’incontro di vocali) si verifica alla fine del verso, allora forma necessariamente due sillabe (quindi due note). Esempio:



Io lo so che tornerai (sillabazione corretta:Io-lo-so-che-tor-ne-ra-i)

Abbiamo adesso tutti gli elementi per conoscere al meglio la sillabazione dei versi, fondamentale per noi autori di testi; sarà questo l’argomento della prossima lezione a cui vi do’ appuntamento. Prima però, il solito… compito per casa:)

Esercizio
Analizzate i seguenti versi e riportate la loro corretta sillabazione. Per evitare condizionamenti dovuti alle risposte degli altri, potete inviare la soluzione agli esercizi anche compilando il modulo dei contatti,
con oggetto: CORSO DI METRICA – LEZIONE n. 3. Come al solito, le soluzioni alla prossima lezione.

C’è una voce nella mia vita
che avverto nel punto che muore;

voce d’una accorsa anelante,
che al povero petto s’afferra
per dir tante cose e poi tante,

Quando avevo tanto bisogno
di pane e di compassione,

d’avere a finire così,
mi sentii d’un tratto daccanto

Una notte dalle lunghe ore
(versi tratti dalla poesia di Giovanni Pascoli: La voce. Se vuoi leggere il testo intero, clicca qui)

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Soluzioni agli esercizi della scorsa lezione

La sillabazione corretta delle parole dell’esercizio n. 1 è la seguente:

a-rié-te – ma-è-stro – vì-a – e-mis-siò-ne – gui-dà-re – mì-o – liè-ve – lan-cià-ti – ruò-ta – vià-le

Per quanto riguarda l’esercizio n. 2, vanno bene le parole “beato - pietà – chiuso – chièdere – più” proposte da Carlo. Per quanto riguarda la soluzione di Maria Carmela, si tratta di parole che non hanno al loro interno un incontro di vocali. La lezione scorsa riguardava proprio questo argomento, quindi dovevano essere utilizzate solo parole contenenti almeno un dittongo oppure uno iato.
Infine, va bene la sillabazione della parola “aereo” proposta dai partecipanti.

- INDICE DEL CORSO -

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Note:
Scritto da Domenico A. Di Renzo per
www.musicapuntoamici.it
La riproduzione di questo articolo è consentita solo citando la fonte: “sito internet
www.musicapuntoamici.it” (sul web con link attivo).

Domenico A. Di Renzo - MpA

Autore di testi iscritto SIAE e diplomato al CET, la scuola di musica fondata da Mogol. Collabora con diversi artisti emergenti per alcuni dei quali ha curato i testi del disco di esordio. La musica è la sua più grande passione. O meglio, quella arrivata prima nella sua vita. Con gli anni è arrivato il primo computer, il primo contratto internet e con essi l’amore per l’informatica. Ha ideato MUSICApuntoAMICI nel 1999, agli albori di internet in Italia, quando farsi un sito tutto proprio non era così scontato (e semplice) come oggi. Il lavoro gli ha fatto percorrere strade diverse ma il progetto MpA è oggi più vivo che mai, grazie all’impegno e alla costanza della moglie Raffaella che ha continuato a gestirlo in questi anni.

17 Responses

  1. maria carmela nolè scrive:

    1)ce, u-na, vo-ce, nel-la, mi-a, vi-ta, che, av-ver-to, nel, pun-to, che, muo-re
    2)vo-ce, du-nac-cor-sa, a-ne-lan-te, che, al, po-ve-ro, pet-to, saf-fer-ra, per, dir, tan-te, co-se, e, po-i, tan-te
    3)quan-do, a-ve-vo, tan-to, bi-so-gno, di, pa-ne, e, com-pas-sio-ne
    4)da-ve-re, a, fi-ni-re, co-sì, mi, sen-ti-i, dun, trat-to,dac-can-to
    5)u-na, not-te, dal-le, lun-ghe, o-re

  2. carlo scrive:

    Dovendo musicare questo verso si utilizzeranno 9 note e non otto come saremmo portati a credere. Dunque, la sillabazione corretta sarà….

    scusa Domè….prima di continuare vorrei che mi confermassi questa frase….se ogni sillaba ha una nota, 9 e 8 non andrebbero invertiti nella tua spiegazione?….

  3. carlo scrive:

    C’è -u-na vo-ce nel-la mia- vi-ta
    ch’av-ver-to nel- pun-to che muo-re;

    vo-ce- d’unac-cor-sa-ne-lan-te,
    chal- po-ve-ro pet-to s’af-fer-ra
    per- dir- tan-te -co-se-poi- tan-te,

    Quan-da-ve-vo -tan-to -bi-so-gno
    di- pa-ne-di-com-pas-sio-ne,

    d’a-ve-ra- fi-ni-re co-sì,
    mi- sen-ti-dun- trat-to-dac-can-to

    U-na- not-te-dal-le-lun-go-re

    ovvio che scrivendo sarei più ortodosso….la mia è solo una scomposizione per ottenere una metrica regolare….o almeno cercare di ottenere…. se non ho capito male

  4. carlo scrive:

    d’un-ac

  5. Hai ragione Carlo, ho corretto il testo della spiegazione. Grazie mille per avermi fatto notare l’errore.

  6. maria carmela nolè scrive:

    rivedendo il brano ho individuato degli errori ma preferisco essere corretta per vedere se ho capito l’esercizio.

  7. Ciao ragazzi. Volevo avvisarvi che ho appena pubblicato la nuova lezione del corso con la soluzione dell’esercizio di questa lezione: l’accento tonico e il verso

  8. antonio scrive:

    Sono un nuovo appassionato e non capisco la parola mia che secondo me dovrebbe essere uno iato mi-a e non un dittongo mia.

    grazie

  9. Redazione MpA scrive:

    Ciao Antonio, infatti hai ragione, anche secondo le spiegazioni della lezione intitolata “l’incontro di vocali nelle parole”. Correggo subito la soluzione degli esercizi (lezione successiva a questa) dove sicuramente hai notato l’errore…

  10. antonio scrive:

    Ciao Domenico,

    ti ringrazio per la tua solerzia e sopratutto perla tua bellissima iniziativa che dà modo anche a persone come me che non hanno una base musicale di iniziare un cammino. Avrei un mare di domande da porti ma inizio con calma. Dopo aver seguito il tuo corso di metrica ho passato un pò di tempo a scorrere testi di canzoni ma di metrica intesa come lunghezza del verso ce n’è veramente poca. I versi sono molto liberi, talvolta anche di una sola parola; perchè? ma allora la metrica è più una necessità poetica che musicale? la musica si può adattare a qualsiasi testo anche che non rispetti la metrica? Aiutami a capirci qualcosa. grazie Antonio

  11. giusi pontillo scrive:

    HO LETTO ALCUNI ESEMPI DI METRICA ..IO SCRIVO CIò CHE MI SGORGA DAL CUORE
    AMEREI UNA CORRETTA SILLABAZIONE DEI TESTI è POSSIBILE SONO QUI’ PER IMPARARE …SIG. GIUSI

  12. CE UNA VO-CE NEL-LA MIA VI-TA CHE AV-VER-TO NEL PUN-TO CHE MUO-RE VO-CE DU-NAC-COR-SA A NE-LAN-TE CHE AL PO-VE-RO PET-TO SAF-FER-RA PER DIR TAN-TE CO-SE POI TAN-TE QUA-NDO A-VE-VO TAN-TO BI-SO-GNO DI PA-NE E DI COM-PAS-SIO-NE DA-VE-RE A FI-NI-RE CO-SI MI SEN-TI-I DUN TRAT-TO DAC-CAN-TO

    UNA NOT-TE DAL-LE LUN-GHE ORE

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