Corso di metrica: 5, la rima

corso di metricaEccoci giunti al sesto appuntamento con il corso dedicato a chi vuole imparare la metrica e scrivere canzoni professionali. Si tratta di una lezione sicuramente molto interessante per la maggior parte di voi. Oggi ci occuperemo infatti della rima.

Sappiamo tutti cosa significa che due parole “fanno rima”. Ma quando si può parlare tecnicamente di rima? Due parole fanno tra loro rima quando sono identiche dall’accento tonico in poi.

Esempio: amòre – dolòre.

E’ possibile trovare tantissimi esempi di testi in cui l’autore decide di non usare rime. Si parla in questo caso di “versi liberi”. Però riflettiamo un po’ su questa cosa. Avete notato quanto sia più difficile memorizzare versi che non abbiano rime? La rima, infatti, oltre a dare uno stile più “poetico” ad un testo, è molto utile per aiutare i nostri ascoltatori a memorizzare al massimo le parole che abbiamo scritto e, quindi, a cantarle. Naturalmente l’autore è libero di esprimersi, anch’io spesso non uso rime. Dipende anche dal tipo di testo che si ha intenzione di scrivere.

Esistono diversi tipi di rima.

Le rime possono essere piane, sdrucciole o tronche a seconda del tipo di parola finale del verso (vedi lezione n. 4). La classificazione che però più ci interessa dal punto di vista musicale, è quella che tiene conto della loro disposizione nei versi. In base a come le rime vengono combinate, formano degli schemi (che si indicano con le lettere dell’alfabeto maiuscole. Es., AABB, ABAB, ABBA). E’ bene ricordare però che gli schemi di cui scriverò tra poco non sono rigidi, in quanto ciascun autore è libero di dare la propria impostazione. Si tratta semplicemente di quelli più utilizzati.

A seconda della disposizione in cui appare nei versi, la rima può essere baciata, alternata, incrociata.

Si parla di rima BACIATA quando si ripete tra due versi consecutivi.

Capelli neri non mi sembri più tu (A)
ti riconosco solo dagli occhi blu (A)
E da un vestito che ho comprato per te (B)
mi fa piacere che lo indossi per me (B)
(Testo: COME IN UN REPLAY, Domenico A. Di Renzo)

La rima ALTERNATA si ha quando il primo verso rima con il terzo, il secondo con il quarto e così via.

Quelli dove mi aggrappavo (A)
e non mi staccavo più (B)
ogni volta che rischiavo (A)
di cadere un po’ più giù (B)
(Testo: PEZZI DI TE, Domenico A. Di Renzo)

Si ha invece la rima INCROCIATA quando il primo verso rima con il quarto ed il secondo con il terzo.

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta
che ogni lingua deven tremando muta
e gli occhi non ardiscon di guardare
(Dante)



Parlando di rime non si può non citare la CONSONANZA che è un concetto molto simile, trattandosi infatti di una rima imperfetta. Si verifica quando rimano tra loro due parole che si differenziano per la vocale accentata mentre sono identiche le lettere successive.

Esempio: scordàre – amòre / temùto – lasciàto

Anche la consonanza è molto utilizzata nella canzone. Un consiglio però. L’uso migliore da fare è quello nella posizione BACIATA, poiché altrimenti si perderebbe un effetto già di suo molto più debole della rima normale.

Prima di chiudere la lezione, un suggerimento per chi è alle prime armi e vuole cimentarsi con la scrittura di testi in rima. All’url: http://parole.virgilio.it/parole/rimario/index.html trovate un utilissimo rimario. Inserendo una parola (magari una con cui termina un verso da voi scritto) potrete ricavare tanti suggerimenti che vi daranno l’idea per il verso succcessivo, naturalmente in rima:)

Esercizio
L’esercizio con cui vi voglio salutare oggi, è particolare. Vi chiedo infatti di citare i versi di tre canzoni (ma vanno bene anche poesie) che abbiano rime baciate, alternate e incrociate.

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Ed ora, ecco la soluzione degli esercizi della scorsa lezione.

N. 1

a-crò-ba-ta (sdrucciola)
cà-sa (piana)
fà-ci-le (sdrucciola)
te-sti-mò-ne (piana)
lì-be-ra-te-ne (trisdrucciola)
ca-pi-tò (tronca)
e-tà (tronca)
ac-cor-gé-te-ve-ne (bisdrucciola)
stél-la (piana)

N. 2

S’o-dea-des-tru-no-squil-lo-di-tròm-ba
(decasillabo)
Nel-mez-zo-del-cam-min-di-nos-tra--ta
(endecasillabo)
mi-ri-tro-vai-pe-ru-na-sel-vos--ra
(endecasillabo)
Del-le-ma-dri-do-lo--se
(ottonario)
so-ni-pal-pi-ti-sos--si
(ottonario)

INDICE DEL CORSO

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Note:
Scritto da Domenico A. Di Renzo per
www.musicapuntoamici.it
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Domenico A. Di Renzo - MpA

Autore di testi iscritto SIAE e diplomato al CET, la scuola di musica di Mogol, dopo aver vinto una borsa di studio SIAE. Collabora con diversi artisti emergenti per alcuni dei quali ha curato i testi del disco di esordio. La musica è la sua più grande passione. O meglio, quella arrivata prima nella sua vita. Con gli anni è arrivato il primo computer, il primo contratto internet e con essi l’amore per l’informatica. Ha ideato MUSICApuntoAMICI nel 1999, agli albori di internet in Italia, quando farsi un sito tutto proprio non era così scontato (e semplice) come oggi. Cura i profili social e alcune rubriche del sito tra cui Vetrina Emergenti. Ha scritto un corso di metrica online e tiene corsi completi per autori di testi presso scuole di musica.

4 Risposte

  1. maria carmela nolè ha detto:

    “ardo d’amore e conviemme cantare
    per una dama che me strugge el cuore,
    ch’ogni otta ch’i’ la sento ricordare
    el cuor me brilla e par che gl’esca fuore”( es.Rima alternata da Poesie di Lorenzo il Magnifico).
    “ha ravvolto con ordine ogni cosa
    entro una seta verde, preziosa.
    fa di rubini rose, e d’ametiste viole,
    di perle gigli.Queste cose, così le vuole”( ES.Rima baciata da “Negozio” Poesie di Kavafis).
    appena indivuo una rima incrociata la invio.

  2. Anna ha detto:

    Ciao, se non sbaglio esiste anche l’assonanza, che sarebbe l’opposto della consonanza (correggimi se sbaglio) e sarebbe sempre una rima imperfetta…

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