Il Gattopardo: un romanzo, un film.


IMG_20170430_104651A cura di Flavia Villa, conduttrice ed autrice televisiva, music blogger.



Ci riferiamo al bellissimo romanzo “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, da cui fu tratto il famoso omonimo film diretto da Luchino Visconti, capolavoro del nostro cinema da tutti i punti di vista, cult movie. Forse non tutti hanno letto il libro, ma quasi tutti ne hanno apprezzato la versione cinematografica. All’epoca il romanzo, pubblicato postumo (1958) ottenne un così vasto successo da costituire un vero “caso letterario”. La narrazione è ambientata in Sicilia tra il 1860 e il 1910 e segue le vicende di una famiglia aristocratica, in particolare la figura del principe Fabrizio Salina, nel quale Tomasi adombra un suo bisavolo, ma include anche suoi tratti autobiografici. Pranzi, cene, balli, recite del Rosario nella cappella privata, le vacanze nel feudo di Donnafugata si susseguono in un una fascinosa-e polverosa atmosfera fuori dal tempo. Solo Tancredi Falconeri, il nipote prediletto del protagonista, anima con la sua vitalità il racconto: entra prima nelle file dei garibaldini, poi nell’esercito piemontese e s’innamora di una giovane, la bellissima Angelica Sedara, figlia di un “nuovo ricco”. Don Fabrizio invece, rifiutando la nomina a senatore del nuovo regno, resta a custodire un passato ormai in declino. Anche il matrimonio di Angelica e Tancredi non riuscirà appieno, mentre Visconti ci fa vedere solo il periodo del fidanzamento, con le sue trepide aspettative di felicità. Palma d’oro a Cannes (1963), tre Nastri d’argento, il David di Donatello per la migliore produzione, il film fu interpretato da Burt Lancaster nella parte del principe di Salina, Alain Delon-Tancredi, Claudia Cardinale-Angelica. Ancora, Rina Morelli, Paolo Stoppa, Romolo Valli e una schiera di bravissimi comprimari. Non ultimo, l’alano Bendicò, che scodinzola dalle prime scene facendo festa a Tancredi giunto in visita. Elegante la sequenza del ballo a casa Pantaleoni a Palermo, di cui vediamo un’immagine a corredo del presente articolo, occasione in cui Angelica debutta nella “migliore” società come fidanzata ufficiale di Tancredi…e il valzer ballato da don Fabrizio e Angelica, durante il quale: “…ad ogni giro un anno gli cadeva giù dalle spalle; presto si ritrovò come a vent’anni, quando in questa stessa sala ballava con Stella,…Tanto assorto era nei suoi ricordi che combaciavano così bene con la sensazione presente che non si accorse che a un certo punto lui e Angelica ballavano soli…le altre coppie avevano smesso e stavano lì a guardare…”*

Avrebbe dovuto essere una mazurka, ma don Fabrizio si sente più a suo agio col valzer. Quale sia, non viene detto. Ed anche di chi suona, leggiamo: è un’ “orchestrina”. In ogni caso, un momento magico: musica, il turbinio della danza, una dolce illusione.

*TOMASI di LAMPEDUSA, Il Gattopardo, UEF, 1995, p.205.