Dodi Battaglia: sullo stesso palco storia e futuro della musica. E un annuncio per il Dodi Day…

Dodi Battaglia: sullo stesso palco storia e futuro della musica. E un annuncio per il Dodi Day...Quando stai sotto un palco e su quel palco si esibisce un mostro sacro della musica – e della chitarra in particolare – come Dodi Battaglia, puoi soltanto prendere atto che davanti ai tuoi occhi e nelle tue orecchie stanno passando cinquant’anni di storia della musica italiana. Se poi sei anche uno che conosce a memoria TUTTI i testi, nonché gli arrangiamenti, di ogni singolo brano, probabilmente davanti ai tuoi occhi e nelle tue orecchie sta passando anche la tua vita.

Questo è ciò che ho provato ieri sera a Morciano di Romagna. Due ore di emozioni pure, fatte di musica e racconti.

La musica.
La musica è quella dei Pooh, com’era ovvio che fosse. Sono stati infatti pochissimi i brani, tutti strumentali, estratti dagli album da solista di Dodi Battaglia. Per il resto il repertorio ha pescato dall’infinito bagaglio musicale degli “orsacchiotti” (i Pooh, come molti di voi sapranno, devono il loro nome all’orsacchiotto Winnie The Pooh).

E così ecco scaldare subito la serata con pietre miliari che fanno parte del patrimonio di tutti e non solo dei fan del gruppo: Noi due nel mondo e nell’anima, L’altra donna, Tanta voglia di lei, Dammi solo un minuto, Ultima notte di caccia, La mia donna, Piccola Katy, solo per citarne qualcuna.

I racconti.
I racconti della serata sono stati invece gli aneddoti che tra un brano e l’altro il chitarrista bolognese ha condiviso con la platea che, rapita, lo ascoltava. Ed ecco così il racconto dell’infanzia passata a Misano Adriatico (tra Misano Monte e Misano Mare, per la precisione) ossia a meno di 10 km da Morciano; il racconto da “orgoglione” del diploma accademico honoris causa di secondo livello in “Chitarra elettrica – dipartimento di nuovi linguaggi e nuove tecnologie” conferitogli dal Conservatorio “Egidio R. Duni” di Matera con relativa riflessione sul fatto che solo lui e il maestro Morricone abbiano ricevuto questo tipo di riconoscimento nonché sull’importanza che lo stesso riconoscimento può rivestire come punto di incontro tra i conservatori e la cultura popolare; il racconto della “genesi” di Parsifal e di un modo tutto nuovo di “suonare” la chitarra; il racconto della collaborazione con Tommy Emmanuel su cui tornerò tra un po’.

Due i momenti più emozionanti della serata: session acustica e dedica a Valerio Negrini.

Durante la session acustica, oltre alla canzone vincitrice di Sanremo nel 1990, Uomini soli, sono risuonate le note di brani meno noti al grande pubblico ma ormai scolpiti sulla pelle e tra le pieghe del cuore dei fan: Incredibilmente giù, Notte a sorpresa, Nascerò con te.



Toccante il ricordo di Valerio Negrini, fondatore e paroliere dei Pooh, l’autore di quasi tutti i loro testi che ci ha lasciato 5 anni fa. Un poeta nel senso più ampio del termine. A lui Battaglia ha dedicato un brano strumentale, pubblicato la prima volta nel 2015 nel disco Dov’è andata la musica, scritto e suonato in coppia con Tommy Emmanuel, chitarrista australiano tra i più grandi al mondo. Proprio dalla collaborazione con Tommy Emmanuel è nata Mediterranean Girl, strumentale pubblicato anch’esso nel disco del 2015 e sul quale il pubblico in sala si è scatenato.

Mentre la serata volgeva al termine sulle note di Pensiero, mi rendevo conto di non aver assistito “semplicemente” ad un bel concerto. Accanto alla storia della musica su quel palco si è esibito anche il futuro. Un futuro che si è fatto persona e che ha un nome e cognome: Costanzo Del Pinto.

Costanzo ha una voce calda e potente allo stesso tempo. Una voce che ha accompagnato Dodi in tutti i passaggi più emozionanti e che nei momenti più alti – mi prendo la responsabilità di ciò che scrivo – non ha fatto sentire l’assenza della voce di Roby Facchinetti. Non a caso, come solo i grandi sanno fare, Dodi ha dato ampio spazio sul palco a Costanzo. Segnatevi il suo nome perché sentiremo presto parlare di lui, ne sono sicuro!

Insieme a Costanzo ad accompagnare Dodi anche la voce di Raffaele, un giovanissimo (ha solo 19 anni!) “in prova”. Anche lui ha una gran bella voce e potrebbe presto entrare a far parte della band di Dodi.

Concludo questa recensione con un annuncio fatto dallo stesso Dodi e che riguarda il Dodi Day. I festeggiamenti per il 67esimo compleanno di Dodi, che si dovevano tenere a Bologna sono saltati per i noti motivi pubblicati mesi fa in un post su Facebook:


«Ciao a tutti, ci tengo ad avvisare tutti i miei fan che già si stanno muovendo per prenotare treni e hotel, che il “DODI DAY” del 1° giugno non si terrà in Piazza Maggiore a Bologna. Definiremo nelle prossime settimane la nuova location, che vi promettiamo sarà altrettanto bella e spaziosa per fare una grande festa in occasione dei miei 50 anni di attività!
Con mio grande dispiacere il Comune di Bologna, nonostante avesse appoggiato il progetto fin da prima dell’estate, si è ora tirato indietro per problemi tecnici e di concomitanza con altri eventi. Beh, che dire, io sto già pensando ad un bel 1° giugno, magari in un posto di mare al quale sono legato. Vi terrò aggiornati sugli sviluppi.
Dodi».
https://goo.gl/gHZxZk

Ebbene. Ieri sera il chitarrista ha svelato la nuova location: il Dodi Day si terrà a Bellaria-Igea Marina, sempre in provincia di Rimini, esattamente “un posto di mare“. Una notizia che ha fatto saltare di gioia il pubblico in sala (Bellaria si trova infatti a pochi chilometri da Morciano).

Dodi Battaglia: sullo stesso palco storia e futuro della musica. E un annuncio per il Dodi Day...

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Domenico A. Di Renzo - MpA

Autore di testi iscritto SIAE e diplomato al CET, la scuola di musica di Mogol, dopo aver vinto una borsa di studio SIAE. Collabora con diversi artisti emergenti per alcuni dei quali ha curato i testi del disco di esordio. La musica è la sua più grande passione. O meglio, quella arrivata prima nella sua vita. Con gli anni è arrivato il primo computer, il primo contratto internet e con essi l’amore per l’informatica. Ha ideato MUSICApuntoAMICI nel 1999, agli albori di internet in Italia, quando farsi un sito tutto proprio non era così scontato (e semplice) come oggi.

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