Last minute

untitled-150x150 A cura di Flavia Villa, conduttrice ed autrice televisiva, music blogger.



Era appena giunto a destinazione, in quel resort dall’altra parte della penisola. L’appartamento si trovava al limitare di un bosco vicino alla spiaggia. Che bel mare! Che vividi colori! Si preparava a trascorrere un weekend di confortevole relax tra passeggiate, trattamenti benessere e silenzio. Forse persino troppa tranquillità. La foto scattata con lo smartphone, subito condivisa con gli amici, lo faceva sembrare al top, mentre in realtà si stava davvero annoiando. Scendendo il viale fra gli alberi verso il chioschetto dei gelati, gli parve di sentire una musica forte e chiara. Era un motivo suonato da un flauto. Non si riusciva a capire chi potesse essere il musicista. Non vedeva nessuno da nessuna parte. Un altro turista? Improbabile. Si divertì ad immaginare che forse una maga ne aveva trasformato uno in un uccello secoli prima e che questo continuasse a cantare. Arrivato alla spiaggia vide un portapizze su una moto di piccola cilindrata che rimase ad osservarlo a lungo con i suoi occhi verdi sotto le ciglia lunghe, come se volesse comunicargli qualcosa, ma non lo fece. Anche in spiaggia il pensiero di quel motivo suonato col flauto continuava a girargli in testa, tanto che dovette togliersi le cuffiette. Alla sera, intanto che procedeva, accaldato e in leggera salita, il viale, la musica ricominciò a diffondersi, come se provenisse dall’alto. Il via vai dei villeggianti a quell’ora era più intenso, ma nessuno sembrava prestare attenzione a quella musica misteriosa… Si sorprese a pensare che fosse meglio non essere troppo curiosi, altrimenti la maga avrebbe potuto trasformare anche lui…in chissà cosa! Fece una doccia e andò a sedersi sulla sdraio, sul balcone. Diede un’occhiata alle solite notifiche, richieste d’amicizia eccetera, mentre il sole tramontava a poco a poco oltre le cime degli alberi. Cercò il nome di una pizzeria. Digitò e ordinò una pizza per cena. Ed ecco a portargliela presentarsi il bel ragazzo portapizze della mattina.”Senti”, gli chiese,”Ma tu sai per caso da dove viene quella musica che si sente sul viale?”Gli rispose quello, con un sorrisetto:”Vieni giù alle dieci, stasera, a metà del viale, d’accordo? E lo scoprirai”. Alle dieci era già là, a metà del percorso, con la camicia azzurra fuori dai jeans, un po’ ansioso. Sarebbe comparso, il ragazzo? Eccolo avvicinarsi ed indicargli un ramo basso di un pino marittimo. Lui si sporse, scorgendo un altro ragazzo alto ed allampanato che suonava effettivamente un flauto. “È mio cugino-spiegò il portapizze-il gelataio gli dà qualche soldo per suonare, la gente si affolla nel viale e, quasi senza accorgersene, compra tanti gelati…”

Liberamente ispirato alla novella Il flauto nel bosco* di Grazia Deledda**.

*G.DELEDDA, Il flauto nel bosco, Novelle, Milano, Treves, 1924.

**Grazia Deledda (1871-1936),  Nobel per la letteratura nel 1926.