Botta e risposta Soundreef/Siae dopo l’inchiesta de L’Espresso

Ne avevamo dato notizia sulla nostra pagina Facebook qualche giorno fa, alla vigilia dell’inchiesta “bomba” che è stata pubblicata su L’Espresso (leggi qui la notizia) lo scorso 24 giugno.

Nuovo capitolo della guerra in corso tra #Siae e #Soundreef.
Cosa sta accadendo nel mondo del #dirittodautore?
Probabilmente ne sapremo di più domani, 24 giugno, quando sarà pubblicata un’inchiesta esclusiva su L’Espresso.
#StayTuned

soundreefA stretto giro di posta arriva il comunicato di Soundreef che così recita:

La condotta di SIAE nei confronti di Soundreef, raccontata nell’articolo pubblicato su L’Espresso a firma di Emiliano Fittipaldi e dal titolo “007 Operazione Rovazzi”, supera ogni limite e appare illecita sotto molteplici punti di vista. Pertanto Soundreef – alla luce di questa deprecabile vicenda – presenterà nelle prossime ore una denuncia alla Procura della
Repubblica al fine di accertare la rilevanza penale dell’attività di intelligence svolta a suo detrimento e nella quale gli esponenti e le aziende vicine a Soundreef sono stati vittime.

Inoltre, relativamente a quanto emerso dall’articolo apparso sul settimanale, Soundreef – al solo fine di evitare ogni tipo di fraintendimento – desidera fare chiarezza su alcuni passaggi che la vedono protagonista.

Relativamente ai pagamenti degli anticipi citati, questi rappresentano una prassi consolidata nel mercato delle collecting alla quale, peraltro, ricorre anche SIAE. Soundreef non avrebbe, infatti, potuto sottrarsi a quello che potrebbe essere definito un passaggio obbligato perché, in assenza di ciò, avrebbe inevitabilmente perso di interesse agli occhi dei titolari degli artisti. Gli anticipi, dei quali si parla nel pezzo, sono stati accordati prima dell’entrata in vigore della Direttiva Barnier ma, in ogni caso, la procedura per la richiesta degli anticipi in Soundreef è sempre stata a disposizione di tutti gli iscritti e non soltanto a vantaggio degli autori più famosi, diversamente da quanto affermato dal
Direttore Generale SIAE, Gaetano Blandini.

Per quanto, invece, riguarda la durata dei contratti, Soundreef sottolinea altresì che l’iscrizione è a tempo indeterminato, fatta salva la facoltà dei titolari dei diritti di recedere in ogni momento, revocare o limitare il mandato, eventualmente restituendo l’anticipo percepito se relativo a esercizi successivi. Anche in questo caso Blandini sbaglia a parlare di “vincoli”; Soundreef non tiene in ostaggio nessuno dei suoi artisti.

È quindi ora interesse di Soundreef accertare cosa SIAE abbia davvero commissionato ai suoi investigatori privati, in quanto appare inverosimile che 400 mila euro siano stati spesi solo ed esclusivamente per qualche incontro “sotto copertura” e per la creazione di “identità fittizie in modo da avvicinarsi e parlare con soggetti” per “avere informazioni sensibili”.



La condotta di SIAE è comunque figlia di una mancata apertura alla concorrenza del settore e oggi, ancor di più, è necessario che il governo e il parlamento facciano proprie le indicazioni dell’antitrust, liberalizzino finalmente il settore – aprendolo alle società profit – e si lavori a una riforma organica di tutto il settore del diritto d’autore.

Chiediamo pertanto un incontro con il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Alberto Bonisoli, e con il Sottosegretario con delega all’editoria, Vito Crimi.

siaeAnche la SIAE è intervenuta sulla vicenda smentendo l’inchiesta de L’Espresso. Il Direttore generale Blandini dichiara: la nostra difesa del diritto d’autore passionale, ma corretta.

“In relazione all’articolo dell’Espresso di domenica 24 giugno, dal titolo 007 operazione Rovazzi, e alle pretestuose interpretazioni che ne sono conseguite, smentisco nel modo più assoluto e con fermezza che la Società Italiana degli Autori ed Editori abbia commissionato o svolto attività di ‘dossieraggio’ o ‘spionaggio’ nei confronti di società o autori concorrenti, cosa peraltro evidente dalla lettura dell’articolo pubblicato dall’autorevole settimanale”. Così replica il Direttore generale della SIAE, Gaetano Blandini, alle accuse mosse dalla società Soundreef che ha ipotizzato un’attività illecita a suo danno da parte della stessa SIAE.

“Oggi riferirò tutti i dettagli al Consiglio di Gestione – continua Blandini – ma a tutela degli associati e del nome della SIAE mi corre l’obbligo di precisare che:
– il contratto con la IFI Advisory sottoscritto in data 10 luglio 2017 ‘nell’ambito dell’istruttoria avviata dall’AGCM in data 5 aprile 2017 in relazione alla potenziale disapplicazione dell’art. 180 della legge sul diritto d’autore’, aveva quale oggetto il supporto della SIAE nella valutazione delle dinamiche del diritto d’autore così come i ‘parametri di riferimento (benchmarking) afferenti i modelli organizzativi, le regole, le performance’ degli operatori nel panorama internazionale. E ciò tenuto conto che l’indagine AGCM si riferiva al confronto tra la SIAE e potenziali concorrenti, senza considerare la complessità del mondo del diritto d’autore.

– Il contratto aveva carattere chiaramente connesso all’attività di difesa della SIAE, dei propri associati e più in generale del diritto d’autore nel suo insieme. Un contratto cristallino.

– Il contratto è stato poi chiuso nel marzo 2018 con apposito accordo scritto con l’assistenza di uno studio legale consulente della stessa SIAE. Ferma la legittimità dell’operato di IFI per come rappresentata e garantita da tale società, la SIAE ha ritenuto di considerare ‘non meritevole di acquisizione’ la documentazione su Soundreef.

– Tale documentazione è pertanto rimasta di titolarità esclusiva di IFI e la SIAE non è in possesso di alcun documento o informazione su singole persone o società, come conseguenza delle attività descritte nell’articolo dell’Espresso.

– Non vi è alcuna riserva nell’esprimere pieno rammarico per l’eventuale coinvolgimento dei artisti Fedez e Rovazzi, di cui la SIAE non era informata.

– La nostra difesa dell’intero sistema del diritto d’autore resta passionale, ma corretta. E le critiche a Soundreef sono note e restano intatte, ma non hanno mai condotto la SIAE oltre i limiti del lecito e della trasparenza di comportamento”.

Come andrà a finire? C’è da scommettere che siamo solo all’inizio di una battaglia legale che si preannuncia molto dura.

 

Domenico A. Di Renzo - MpA

Autore di testi iscritto SIAE e diplomato al CET, la scuola di musica di Mogol, dopo aver vinto una borsa di studio SIAE. Collabora con diversi artisti emergenti per alcuni dei quali ha curato i testi del disco di esordio. La musica è la sua più grande passione. O meglio, quella arrivata prima nella sua vita. Con gli anni è arrivato il primo computer, il primo contratto internet e con essi l’amore per l’informatica. Ha ideato MUSICApuntoAMICI nel 1999, agli albori di internet in Italia, quando farsi un sito tutto proprio non era così scontato (e semplice) come oggi. Cura i profili social e alcune rubriche del sito tra cui Vetrina Emergenti. Ha scritto un corso di metrica online e tiene corsi completi per autori di testi presso scuole di musica.

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