Chansons de Bretagne.

A cura di Flavia Villa, conduttrice ed autrice televisiva, music blogger.

La Bretagna è la nota regione della Francia nord-occidentale formata da una penisola che si estende tra la Manica e l’Atlantico. Isole e e scogli frangiano la costa, nella quale si susseguono mille insenature e foci di rivières. La lingua appartiene al gruppo britannico delle lingue celtiche ed ha almeno quattro dialetti: quello di Léon, Tréguier, Cornouaille e Vannes: già dal 15mo secolo il bretone è anche lingua letteraria, ma il predominante uso del francese la limita progressivamente. Per quel che riguarda la musica, tuttavia, il discorso è diverso: di matrice celtica come lo scozzese e l’irlandese, mantiene la propria identità sia per i canti, sia per le danze e si tramanda per tradizione orale. Verso la fine degli anni ’60 ci fu un revival delle tradizioni bretoni e, col riapparire delle fest-noz (feste di notte), si fecero notare musicisti come Dan Ar Braz, Gilles Servat, Kirjuhel, Gweltaz Ar Fur e Alan Stivell, i fondatori della musica bretone contemporanea, suonata su ritmi e con strumenti moderni. Al momento, ancora sulla scia della tradizione, riprendono gli eventi col ritorno delle danze anche nelle fest-deiz (feste di giorno): musicisti e cantanti si alternano sul palco, guidando danze simili a una grande catena a cui tutti possono partecipare. Danzano le arie bretoni (gavottes, hanter dro, plinns), ma anche quelle scozzesi e irlandesi. I canti si dividono in: soniouz (canzoni), gwerziouz (di argomento malinconico o storico), e le kan ha diskan (in cui un cantante intona una strofa che viene ripetuta da uno o altri due cantanti. La nuova strofa riprende l’ultimo verso della precedente). Gli strumenti musicali della tradizione bretone e celtica in generale sono: la cornamusa bretone, la bombarda, della famiglia degli oboi, la fisarmonica diatonica, l’arpa celtica, composta da 32 corde metalliche o di nylon (oggi anche di carbonio),  che comparve in Bretagna intorno al V secolo, per poi cadere in disuso fino a quando Alan Stivell la riportò in auge, la veuze, un altro tipo di cornamusa bretone, l’uileann pipe, la cornamusa più complessa, con tre bordoni e molte chiavi. I musicisti bretoni utilizzano anche ampiamente clarinetto e flauto traverso.



Vien curiosità di partire e ascoltare, cantare, ballare sul posto.

Ricordi fatati di antiche leggende.

Sogni, luoghi, musica.

http://www.bretagne.com

L’ immagine rappresenta Pointe du Raz, uno degli scorci più noti tra i tanti d’interesse della costa bretone.