Common People (something went wrong) – The Sleepless: la recensione

Common People (something went wrong) - The Sleepless: la recensione

The Sleepless è un progetto che va ben oltre il solito concetto di “gruppo di amici musicisti” che scrive canzoni e pubblica dischi. The Sleepless è un progetto a 360 gradi che non può non affascinare.

Tutto vede la luce nel 2016 in provincia di Brescia, a Darfo Boario Terme, quando tre amici di vecchia data decidono di scrivere brani originali “tra una serata e l’altra, mentre si suona la chitarra” e bevendo un bicchiere di vino.
I tre ragazzi si chiamano Manuel, Stefano e Marco e nelle lunghe sere insieme compongono, tra gli altri, i brani del disco Common People.

È stato scelto come titolo GENTE COMUNE (qualcosa è andato storto), con l’intento di far sentire le persone meno sole, confrontandoci con quelle problematiche che per pudore spesso teniamo dentro.

Ai tre si affiancano ben presto Andrea Lo Furno alla chitarra solista, Ferry alla voce, Federico Bonetti alla batteria (per tre brani) e Sara Camossi alla voce e ai cori. Questa è la formazione completa con cui il gruppo si presenta come The Sleepless Interplay.
“Interplay”, letteralmente “interazione”, che nell’accezione dei tre artisti è qualcosa di diverso rispetto alle tradizionali collaborazioni musicali. Come dichiarano infatti sulla loro pagina Facebook:

Il progetto INTERPLAY prevede di volta in volta una collaborazione con nuovi musicisti e cantanti. Per il nostro prossimo brano “SENZA TE” stiamo cercando una voce femminile.

Common People (something went wrong) – questo il titolo originale in inglese – è completamente autoprodotto sotto qualsiasi aspetto:

Testi, melodie, armonie, arrangiamenti, registrazioni, mix, equalizzazioni, disegno e sviluppo delle copertine e booklet e sito internet. Solo masterizzazione e stampa tipografica vengono realizzati da terzi.

Common People (something went wrong) - The Sleepless: la recensione
Quando ci poniamo per la prima volta all’ascolto di questo disco lo facciamo dopo aver letto la cartella stampa del gruppo e, per questo, lo facciamo con grandi aspettative. Bastano pochi minuti, poche note per capire che queste non verranno deluse. Anche perché, pur trattandosi del disco di esordio della band, si lascia ascoltare come se in quelle casse “girassero” le opere dei mostri sacri del rock.

Del resto, quando nelle orecchie ti arrivano le prime note di You can’t stay, brano di apertura dell’album, non ci metti molto a capire che questi tre ragazzi fanno sul serio. Il brano richiama le atmosfere dei migliori Dream Theater senza per questo rimanere ancorati al genere metal ma, anzi, virando presto verso strade più consone alla musica rock.

Colpisce la versatilità della band. Tutti polistrumentisti, tutti capaci di dare una forte – e personale – impronta al progetto. Senza sbavature, senza punti deboli, senza soluzione di continuità e con un sound piacevole e ricco di spettacolari effetti sonori. Ne è pieno il disco. Ne sono un esempio Genius e Bitter Sunset – seconda e quinta traccia del disco – ma l’apice lo tocca a nostro avviso Voices in a brain, nel quale sembra potersi materializzare da un momento all’altro la voce di Clare Torry in “The great gig in the sky” dei Pink Floyd.



Non sarà un caso se The Sleepless hanno realizzato una cover di The Gnome, brano contenuto in The Piper at the Gates of Dawn, il disco d’esordio del gruppo britannico.

Eccola:

In Common People nulla è lasciato al caso. La realizzazione del disco, in tutti i suoi aspetti, non ha niente da invidiare a produzioni dal budget ben più ricco e blasonato. E se a colpire al primo impatto sono soprattutto le melodie e gli arrangiamenti, realizzati con cura maniacale, meritano una citazione speciale anche i testi, a cominciare dal cosiddetto leitmotiv, così lo definisce la band, che ha portato ad affrontare certi temi. E così, pur nella profondità delle tematiche, è disarmante la “leggerezza” e la pulizia stilistica con cui Manuel Mariolini, l’autore di tutti i testi, si pone di fronte ad argomenti così impegnativi.

Ne è un esempio Bring me:

Let me to dance.
Let me on green.
Grazes my face, (graze my hair)
and kiss me, slowly.

Portami a ballare un lento
Fammi sdraiare su di un prato
Passa la tua mano sulla mia guancia
Baciami solo sulla fronte

Parlare di un tema scottante e di tremenda attualità come quello della violenza sulle donne in questi termini può sembrare semplice ma il rischio di sconfinare nella banalità è sempre in agguato (per inciso, questo rischio Manuel non lo ha mai corso né ha mai dato l’impressione di poterlo seriamente correre).

Stesso discorso vale per il sentimento della paura raccontato nel testo provocatorio di Voices in a brain, “la differenza tra chi convive con problemi reali e chi se li crea”:

I’m afraid by the spasm of my mind indeed.
Fear of feel to be misunderstood.
I’m afraid of walls in my room,
of the inanimate objects that could come to life.

In fondo ho solo paura degli spasmi della mia mente,
paura della sensazione di incomprensione.
Delle mura di casa mia,
degli oggetti inanimati che potrebbero prendere vita.

O ancora della condizione – descritta in Adult puppies – che oggi tanti figli di coppie separate si ritrovano a vivere sulla propria pelle:

Do you remember Mom and Dad?
Yes, of course, why this question?
Try figure them together smiling?
Yes, in front, of television.

Ti ricordi mamma e papà?
Si certo, che domanda…
intendo se li ricordi insieme,
tristi davanti alla tv?

Il resto del disco lo lasciamo scoprire a voi. Anche perché i The Sleepless mettono a disposizione gratuitamente sul loro sito tutte le tracce dell’album. Una scelta che fa loro onore pur ritenendo, chi scrive, che dischi di tal livello meritino l’investimento di qualche soldino nella copia fisica dell’intero lavoro.

Se amate il rock – ma per certi aspetti anche il metal più “leggero” – questo disco vi trascinerà su territori dai quali sarà difficile fuggire. Ma dai quali, in fondo, non avrete poi così tanta voglia di farlo.

TRACKLIST
Common People (something went wrong) - The Sleepless: la recensione1. You can’t stay
2. Genius
3. The pages of my life
4. Sweet and crazy
5. Bitter sunset
6. Voices in a brain
7. I am here
8. The wise
9. Bring me
10. Adult puppies

BAND
Common People (something went wrong) - The Sleepless: la recensioneMANUEL MARIOLINI
Voce, chitarra, pianoforte, synth e drum machine
STEFANO BELLINI
Voce, basso, chitarra, pianoforte e batteria
MARCO POIATTI
Batteria e tastiere

SITO WEB
Thesleeplessproject.com

Domenico A. Di Renzo - MpA

Autore di testi iscritto SIAE e diplomato al CET, la scuola di musica di Mogol, dopo aver vinto una borsa di studio SIAE. Collabora con diversi artisti emergenti per alcuni dei quali ha curato i testi del disco di esordio. La musica è la sua più grande passione. O meglio, quella arrivata prima nella sua vita. Con gli anni è arrivato il primo computer, il primo contratto internet e con essi l’amore per l’informatica. Ha ideato MUSICApuntoAMICI nel 1999, agli albori di internet in Italia, quando farsi un sito tutto proprio non era così scontato (e semplice) come oggi. Cura i profili social e alcune rubriche del sito tra cui Vetrina Emergenti. Ha scritto un corso di metrica online e tiene corsi completi per autori di testi presso scuole di musica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.