Corso di metrica: 7, analisi di testi famosi (parte I)

corso di metricaBenvenuti alla settima lezione del corso dedicato a chi vuole imparare a scrivere testi corretti dal punto di vista della metrica.

A questo punto, avete acquisito tutte le nozioni metriche fondamentali e siete in grado di affrontare l’analisi approfondita di alcuni testi famosi. In questa prima parte dedicata all’analisi di testi conosciuti, riprendiamo un brano già visto nel corso della prima lezione; si tratta della canzone Tra te e il mare scritta da Biagio Antonacci e interpretata da Laura Pausini. Prima di continuare, leggiamo il testo per intero:

Non ho più paura di te
Tutta la mia vita sei tu
Vivo di respiri che lasci qui
Che consumo mentre sei via
Non posso più dividermi tra te e il mare
Non posso più restare ferma ad aspettare
Io che avrei vissuto da te
Nella tua straniera città
Sola, con l’istinto di chi sa amare
Sola, ma pur sempre con te
Non posso più dividermi tra te e il mare
Non posso più sentirmi stanca di aspettare
No, amore no
Io non ci sto
O ritorni o resti lì
Non vivo più
Non sogno più
Ho paura aiutami
Amore non ti credo più
Ogni volta che vai via
Mi giuri che è l’ultima
Preferisco dirti addio.
Cerco di notte in ogni stella un tuo riflesso
Ma tutto questo a me non basta adesso cresco.
No, amore no
Io non ci sto
O ritorni o resti lì
Non vivo più
Non sogno più
Ho paura aiutami
Amore non ti credo più
Ogni volta che vai via
Mi giuri che è l’ultima
Preferisco dirti addio.
Non posso più dividermi tra te e il mare
Non posso più restare ferma ad aspettare
Non posso più dividermi tra te e il mare

Il lavoro di analisi metrica di un testo, si svolge in due fasi.

  • Prima fase: suddivisione in strofe, ritornelli ed eventuali “ponti” e “code”.

Per affrontare questa fase, può essere utile conoscere anche la musica della canzone (ascolta qui), perché questo ci rende il lavoro molto più semplice. Tuttavia, non è indispensabile, perché già l’analisi dei versi (singolarmente e nel loro insieme) aiuta a “suddividere” il brano.

Nel nostro caso, ecco la suddivisione corretta:

1^ strofa
Non ho più paura di te
Tutta la mia vita sei tu
Vivo di respiri che lasci qui
Che consumo mentre sei via
Non posso più dividermi tra te e il mare
Non posso più restare ferma ad aspettare

2^ strofa
Io che avrei vissuto da te
Nella tua straniera città
Sola, con l’istinto di chi sa amare
Sola, ma pur sempre con te
Non posso più dividermi tra te e il mare
Non posso più sentirmi stanca di aspettare

Ritornello
No, amore no
Io non ci sto
O ritorni o resti lì
Non vivo più
Non sogno più
Ho paura aiutami
Amore non ti credo più
Ogni volta che vai via
Mi giuri che è l’ultima
Preferisco dirti addio.

Ponte
Cerco di notte in ogni stella un tuo riflesso
Ma tutto questo a me non basta adesso cresco.

Coda
Non posso più dividermi tra te e il mare
Non posso più restare ferma ad aspettare
Non posso più dividermi tra te e il mare

Come potete vedere, si tratta di un brano costituito da 2 strofe, 1 ritornello (che per chiarezza espositiva ho riportato una sola volta), 1 ponte e 1 coda. Il ponte è una variazione rispetto alla struttura metrica del resto della canzone e che aiuta a dare vivacità al brano; la coda conclude la canzone. Si tratta di due artifici molto usati nella musica leggera, il primo per dare vivacità alla canzone (cambiando la metrica del testo, cambia anche la linea melodica) la seconda per “condurre” l’ascoltatore verso la conclusione del brano.

  • Seconda fase: individuazione della struttura delle rime, del tipo di verso e strofe.

A questo punto, secondo le regole già imparate nelle precedenti lezioni e che vi invito a rileggere in caso di dubbi, possiamo proseguire suddividendo il testo in versi e individuando la struttura delle rime e delle strofe. Aggiorniamo dunque il testo con i nuovi elementi. Per comodità, ho elencato lo schema delle rime all’inizio di ciascun verso, in rosso, tra parentesi e con le lettere maiuscole. Alla fine di ciascun verso, invece, l’indicazione del tipo di verso secondo le regole della lezione n. 4 (in questa analisi rispetteremo la regola della metrica italiana usata in poesia, secondo la quale “Trovata la sillaba su cui cade l’ultimo accento ritmico se ne aggiunge SEMPRE un’altra, sia che esista veramente – verso piano, sia che non esista – verso tronco, sia che ne esistano due – verso sdrucciolo).

Infine, ho indicato in verde, all’inizio di ogni “parte” della canzone, il tipo di strofa.

1^ strofa (sestina)
(A) Non ho più paura di te(novenario tronco)
(B) Tutta la mia vita sei tu (novenario tronco)
(C) Vivo di respiri che lasci qui (endecasillabo tronco)
(D) Che consumo mentre sei via (novenario piano)
(E) Non posso più dividermi tra tè e il mare (tredecasillabo piano)
(E) Non posso più restare ferma ad aspettare (tredecasillabo piano)

2^ strofa (sestina)
(A) Io che avrei vissuto da te (decasillabo tronco)
(B) Nella tua straniera città (decasillabo tronco)
(C) Sola, con l’istinto di chi sa amare (endecasillabo piano)
(A) Sola, ma pur sempre con te (novenario tronco)
(C) Non posso più dividermi tra tè e il mare (tredecasillabo piano)
(C) Non posso più sentirmi stanca di aspettare (tredecasillabo piano)

Ritornello (10 versi)
(A) No, amore no (senario tronco)
(A) Io non ci sto (senario tronco)
(B) O ritorni o resti lì (ottonario tronco)
(C) Non vivo più (quinario tronco)
(C) Non sogno più (quinario tronco)
(D) Ho paura aiutami (settenario piano)
(C) Amore non ti credo più (novenario tronco)
(E) Ogni volta che vai via (ottonario piano)
(F) Mi giuri che è l’ultima (ottonario piano)
(G) Preferisco dirti addio (ottonario piano)

Ponte (quartina)
(A) Cerco di notte in ogni stella (novenario piano)
(B) un tuo riflesso (senario piano)
(C) Ma tutto questo a me non basta (novenario piano)
(D) adesso cresco (quinario piano)

Coda (terzina)
(A) Non posso più dividermi tra tè e il mare (tredecasillabo piano)
(A) Non posso più restare ferma ad aspettare (tredecasillabo piano)
(A) Non posso più dividermi tra tè e il mare (tredecasillabo piano)

Prendetevi un po’ di tempo ad osservare e a studiare questa fase importante del lavoro. La prima cosa che balza agli occhi, è la sostanziale regolarità nella struttura delle prime due strofe, entrambe sestine. Il ponte e la coda, rispettivamente di 4 e 3 versi occupano un posto a parte, com’è normale che sia. Da notare, inoltre, la quasi totale mancanza di rime, più usate nel ritornello. Per quanto riguarda invece i versi, anche se la denominazione di ciascuno può trarre in inganno, c’è molta regolarità, soprattutto nel ritornello ma anche tra le prime due strofe. Basti pensare che in molti casi vi sono incontri di vocali che formano “iato” in metrica ma che la linea melodica di questo brano risolve in una sola sillaba. Per capirci, la parola “io” che in metrica è “iato”, quindi costituita da due sillabe, nella canzone in oggetto è suonata da una sola nota.

Nella prossima lezione, analizzeremo il testo di un bellissimo brano dei Modà; dimostreremo che la musica, pur essendo libera in quanto arte, si muove comunque su una rete-guida “nascosta”. Una rete che stiamo imparando a conoscere bene e che prende il nome di metrica.

Bene. Siamo giunti al termine di questa lezione. Come al solito, vi propongo un esercizio. Se vi va, lasciate nei commenti la soluzione. Rimango a vostra disposizione per chiarirvi qualsiasi dubbio.

ESERCIZIO
Fate la sillabazione del testo studiato in questa lezione. Un suggerimento: prima dello svolgimento, rileggetevi la lezione relativa all’elisione…

INDICE DEL CORSO

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Note:
Scritto da Domenico A. Di Renzo per
www.musicapuntoamici.it
La riproduzione di questo articolo è consentita solo citando la fonte: “sito internet www.musicapuntoamici.it” (sul web con link attivo).

Domenico A. Di Renzo - MpA

Autore di testi iscritto SIAE e diplomato al CET, la scuola di musica di Mogol, frequentata grazie a una borsa di studio SIAE. Collabora con alcuni artisti emergenti per i quali ha curato i testi del disco di esordio. Ha ideato MUSICApuntoAMICI nel 1999, agli albori di internet in Italia, quando realizzare un sito non era così scontato (e semplice) come oggi. Cura i profili social e alcune rubriche del sito. Ha scritto un corso di metrica online e tiene corsi completi per autori di testi presso scuole di musica. Laureato in Giurista d'impresa e della Pubblica amministrazione, è esperto in diritto del lavoro e in diritto d'autore. Biografia completa su www.domenicodirenzo.it.

4 Risposte

  1. Giuseppe ha detto:

    e le ultime lezioni? 🙂

  2. Ciao Giuseppe, grazie mille per l’interesse verso il mio corso di metrica. Sto lavorando alle ultime lezioni e le pubblicherò prossimamente 🙂

  3. raffaele di lauro ha detto:

    ciao, ho trovato questo corso molto interessante!
    Ho alcuni dubbi riguardo gli accenti nei versi:
    1) ad esempio in questa canzone il verso “ho paura aiutami” è classificato come SETTENARIO PIANO, ma la parola “aiutami” è sdrucciola e non piana, questo è considerato un errore? o comunque un trasgredire rispetto alla metrica?…
    2)la melodia ha la priorità sulla metrica per l’analisi di una canzone?
    3)un esercizio che sto facendo per fare pratica è quello di scrivere un nuovo testo su una canzone esistente, con più o meno gli stessi ti pi di versi, quindi in questo caso e in questo preciso verso potrei inserire una parola piana al posto di “aiutami” e suonerebbe uguale giusto?
    4)la domanda più che più mi tormenta è: se ho capito bene alla fine sono l’altezza o la lunghezza delle note a dare l’accento ad una parola, quindi in questo caso se alla parola “aiutami” le note fossero state diverse sarebbe potuto risultare un verso sdrucciolo, è esatto?
    so di aver fatto troppe domande, spero mi rispondiate..

  1. 4 Novembre 2012

    […] avevo salutato nella scorsa lezione promettendovi l’analisi di un testo dei Modà, per capire come la musica, pur essendo libera […]

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