Musica illegale

Musica illegale

Foto TgCom24

Il fenomeno del lavoro nero nel mondo delle imprese che lavorano per l’organizzazione dei concerti dei grandi artisti è uno di quelli che inizia davvero a preoccupare tanto.

Dopo i tragici eventi che hanno provocato la morte di due operai, uno a Trieste per il concerto di Jovanotti e uno a Reggio Calabria per quello di Laura Pausini, si fanno sempre più intensi i controlli sul rispetto delle normativa in materia di assunzioni e sicurezza sul lavoro.

La musica non può chiudere un occhio. Le dichiarazioni degli artisti coinvolti in questi tragici episodi sono molto nette al riguardo. E così Laura Pausini, sul suo Facebook, scrive: “Non posso sopportare alcuna condotta che si riveli irregolare e pretendo sia fatta chiarezza.
Sono davvero mortificata nel vedere associato il mio nome a fatti od eventi di cronaca di segno negativo a causa di comportamenti altrui, perchè cio’ offende gravemente me ed i seri professionisti che da anni eseguono questo lavoro.
Ora pretendo che l’organizzatore del mio tour (F&P Group) riservi la massima attenzione e che controlli non solo le imprese che forniscono beni e materiali ma anche le societa’ cooperative locali che forniscono servizi e personale“.



Purtroppo però aumentano le notizie di lavoro nero o irregolarità nei contratti di assunzione. Notizie poco rassicuranti arrivano da Treviso (20 irregolari e un operaio in nero) ancora per il palco della Pausini; da Livorno (14 lavoratori stranieri irregolari per l’allestimento del concerto di Giorgia); per fortuna è stata invece smentita la notizia di irregolarità a Caserta.

Si tratta di episodi  che fanno pensare a un mondo nascosto. Un mondo sommerso fatto di illegalità che può avere dimensioni enormi. Del resto, basta pensare a quanti palchi si costruiscono ogni giorno in giro per l’Italia…

C’è una “musica illegale” di cui non si parla mai e che può avere conseguenze ancor più gravi del download illegale di mp3. Perché ci va di mezzo la vita delle persone, in primo luogo. Ma anche perché mette a repentaglio la credibilità degli spettacoli dal vivo.

Una musica illegale di cui si parla solo grazie alle morti bianche. In questo senso (spero) quei sacrifici sono serviti a qualcosa.

Domenico A. Di Renzo - MpA

Autore di testi iscritto SIAE e diplomato al CET, la scuola di musica di Mogol, dopo aver vinto una borsa di studio SIAE. Collabora con diversi artisti emergenti per alcuni dei quali ha curato i testi del disco di esordio. La musica è la sua più grande passione. O meglio, quella arrivata prima nella sua vita. Con gli anni è arrivato il primo computer, il primo contratto internet e con essi l’amore per l’informatica. Ha ideato MUSICApuntoAMICI nel 1999, agli albori di internet in Italia, quando farsi un sito tutto proprio non era così scontato (e semplice) come oggi. Cura i profili social e alcune rubriche del sito tra cui Vetrina Emergenti. Ha scritto un corso di metrica online e tiene corsi completi per autori di testi presso scuole di musica.

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