Inauguriamo oggi una nuova rubrica firmata MUSICApuntoAMICI che abbiamo intitolato I lunedì della metrica. Come si scrive una canzone? Ogni settimana scopriamo un po’ di metrica, le fondamenta su cui si reggono i testi delle canzoni, materia purtroppo troppo spesso snobbata.

Il verso nelle canzoni

Oggi parliamo di uno degli aspetti più interessanti, ossia dei vari tipi di verso esistenti nella metrica italiana, avendo riguardo in particolar modo all’accento tonico/ritmico.

Che cos’è l’accento tonico?

Si definisce accento tonico – secondo la definizione dell’enciclopedia Treccani – il rafforzamento o elevazione del tono di voce (a. tonico in senso largo) con cui si dà a una sillaba maggior rilievo rispetto ad altre della stessa parola (a. di parola) o dello stesso verso (a. ritmico o metrico).

Nella lingua italiana scritta l’accento tonico non è solitamente riportato, salvo che in questi casi:

  • accento che cade sull’ultima sillaba (es. società)
  • parole che assumono significato diverso a seconda della sillaba su cui cade l’accento (es. àncoraancòra).

A seconda della sillaba su cui cade l’accento, possiamo distinguere diversi tipi di parole:

Se l’accento cade sull’ultima sillaba abbiamo la parola TRONCA.
Es. so-cie-tà, cit-tà.

Quando l’accento cade sulla penultima sillaba, siamo di fronte ad una parola PIANA.
Es. mà-dre, cuò-re, te-sò-ro;

Infine, se l’accento cade sulla terzultima sillaba, ci troviamo di fronte ad una parola SDRUCCIOLA.
Es. à-ni-ma, vì-ve-re, tà-vo-lo;

Vi sono ovviamente altri tipi di parole che trascuriamo perché meno interessanti (e utilizzate) dal punto di vista musicale e autorale.

Quali sono i tipi di verso della metrica italiana?

Conoscendo il ruolo e la funzione dell’accento, ci risulta facile analizzare i tipi di verso esistenti nella lingua italiana. Va detto che il nome del verso è distinto in due parti:

  • la prima tiene conto del numero di sillabe che lo compongono;
  • la seconda tiene conto invece della posizione dell’ultimo accento ritmico (v. definizione sopra riportata).

Tralasciamo il nome del verso avendo riguardo al numero delle sillabe che lo compongono (es. endecasillabo per undici sillabe) e concentriamoci invece sulla sillaba su cui cade l’accento ritmico. Si prenda ad esempio il seguente verso:

Il mare si calmò (Il-ma-re-si-cal-mò)

Si tratta di un verso tronco.
Per completezza, un senario tronco (sei sillabe con l’accento sull’ultima.

Vediamo invece un esempio di verso PIANO:

Se ti dicessi che mi manca il tuo cà-ne

Ed uno con verso SDRUCCIOLO:

Noi due nel mondo e nell’à-ni-ma

Come si vede, è l’ultima parola del verso (tronca, piana, sdrucciola) – e di conseguenza la posizione dell’ultimo accento ritmico – a dare il nome all’intero verso (si trascura quindi la posizione degli altri accenti ritmici).

Che influenza ha il tipo di verso sul testo della canzone?

Conoscere l’esistenza di vari tipi di verso, non è utile solo a capire come musicare un testo (ovviamente ad ogni sillaba corrisponde una nota musicale) ma per noi autori è utile soprattutto per capire che da esso dipenderà poi una musica più ritmata o melodica, più rock o pop, ecc.

Personalmente amo scrivere versi sdruccioli. E, di conseguenza, amo scrivere il testo su melodie che danno al brano un ritmo melodico, proprio da verso sdrucciolo. Trovo l’uso delle parole sdrucciole molto più armonioso e piacevole all’orecchio. Ovviamente queste sono considerazioni personali e soggettive che nulla tolgono ai versi piani e tronchi (quelli che personalmente amo di meno).

Conoscere queste “regole”, nonché il suono che da esse ne deriva, aiuta secondo me gli autori ad avere una visione più aperta, tecnica e non amatoriale del ruolo che svolgono.

Spero di aver stimolato la tua curiosità e ti do appuntamento alla prossima settimana. Parleremo di rime.

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Domenico A. Di Renzo - MpA

Autore di testi iscritto SIAE e diplomato al CET, la scuola di musica di Mogol, frequentata grazie a una borsa di studio SIAE. Collabora con alcuni artisti emergenti per i quali ha curato i testi del disco di esordio. Ha ideato MUSICApuntoAMICI nel 1999, agli albori di internet in Italia, quando realizzare un sito non era così scontato (e semplice) come oggi. Cura i profili social e alcune rubriche del sito. Ha scritto un corso di metrica online e tiene corsi completi per autori di testi presso scuole di musica. Laureato in Giurista d'impresa e della Pubblica amministrazione, è esperto in diritto del lavoro e in diritto d'autore. Biografia completa su www.domenicodirenzo.it.

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