
Le anguane cantate nell’ultimo disco di Francesca Michielin (ne abbiamo parlato qui: Francesca Michielin: la strega che vive dentro le canzoni) non sono semplicemente “streghe”. Sono figure del folklore dell’area alpina e del Triveneto, soprattutto Veneto, Trentino e Friuli. Michielin stessa le definisce «creature mitiche del folklore del Triveneto», spesso associate all’acqua.
Si tratta di creature femminili legate alla natura e all’acqua: vivono, nelle diverse leggende locali, presso fiumi, sorgenti, torrenti, laghi e grotte. Le descrizioni cambiano molto da una tradizione all’altra.
Possono apparire come bellissime giovani donne, spesso seducenti, oppure assumere caratteristiche inquietanti e non umane: piedi di capra, gallina o anatra, gambe squamate, sembianze di rettile o di pesce. In alcune leggende sono anche capaci di trasformarsi.
Una caratteristica fondamentale è proprio l’ambivalenza: non sono semplicemente buone o cattive. Possono aiutare gli esseri umani, insegnare attività artigianali o proteggere l’acqua, ma possono anche essere pericolose o ingannatrici.
Perché interessano tanto a Francesca Michielin?
Michielin ha raccontato che “Il canto delle anguane” è stata la prima canzone scritta per l’album Magia Bianca. Tali figure hanno colpito l’artista veneta perché sono figure femminili inafferrabili e difficili da controllare, e proprio per questo diventano una rappresentazione della femminilità non conformata.
La sua interpretazione è quindi contemporanea:
l’anguana è una donna che non si lascia mettere dentro una forma.
E questo spiega perché nel disco venga accostata alla figura della strega.
Non è però una sovrapposizione folkloristica rigorosa. È una rielaborazione artistica: Michielin prende una creatura della tradizione popolare e la trasforma in simbolo della donna libera, ambigua, potente, non addomesticabile. Lei stessa ha detto, in una bella intervista rilasciata a Sky TG24, che le anguane sono state le prime figure a cui ha pensato proprio per rappresentare questa femminilità alternativa.
Le anguane di Patrizia Laquidara
Il canto delle anguane non nasce dal nulla: nel brano compare Patrizia Laquidara, che ha anche curato la produzione vocale. La scelta è tutt’altro che casuale: Laquidara ha una ricerca musicale profondamente legata al folklore e alla tradizione popolare, e il suo lavoro Il canto dell’anguana è un riferimento diretto per il brano di Michielin.
Michielin non inventa le anguane
Francesca riscopre le anguane, dunque, le trasforma. Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti di Magia Bianca: utilizzare una creatura antica del folklore veneto per parlare di una donna contemporanea che non vuole più essere controllata.
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